Richard Anuszkiewicz: New Work

Richard Anuszkiewicz, Four on Four
Four on Four 2013 Acrylic on Canvas, 60 x 60 inches

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Loretta Howard Gallery is proud to present RICHARD ANUSZKIEWICZ: NEW WORK 2003 – 2013, the artist's first exhibition of new work in New York in over 10 years.

Anuszkiewicz's continual experiment with optics and color began at Yale University where he studied with Joseph Albers in the 1950s. His work continues to employ an ever evolving series of compositional motifs as the armature for brilliant chromatic displays. Since the 1960's with the artists Victor Vasarely in France and Bridget Riley in England he has been acknowledged as a founder of the "Op Art" movement internationally. Since that time he has been known as “this country's foremost colorist and geometric abstractionist”.

The artist's own statement from the exhibition “Americans 1963” at the Museum of Modern Art still holds true today:
My work is of an experimental nature and has centered on an investigation into the effects of complimentary colors of full intensity when juxtaposed and the optical changes that occur as a result and a study of the dynamic effect of the whole under changing conditions of light and the effect of light on color.

Anuszkiewicz' new work uses carefully painted flat surfaces that fuse, vibrate and pulse against one another with a variety of ensuing effects. The work in this exhibition is a result of over a decade long exploration of color and form initially influenced by the tragic events of September 11, 2001.
Long a part of the historical cannon of American abstraction, Richard Anuszkiewicz continues to establish himself as a painter of great virtuosity. His new work utilizes color, light and form with an economy of means that belies his 60 year oeuvre.

For more information contact howard@lorettahoward.com

Essay by Getulio Alviani ( in original Italian)

La traiettoria ideativa e operativa di Richard Anuszkiewicz e' chiara perché' rigorosa.Una partenza che vuole essere emblematica e precorritrice di un mondo e di un'arte nella quale Anuszkiewicz primeggera' e' l’opera"Self portrait”, del 1954, l’autoritratto inespressivo e volumetrico, riporta il pensiero alle sagome di Kasimir Malevictch padre del suprematismo e questo non poteva che preludere a tutto un suo percorso di ricerca che aveva avuto inizio al principio del XX secolo appunto con le avanguardie storiche russe. L'opera pittorica di Anuszkiewicz si snoda attraverso i meandri dove la linea curva viene contrappuntata dalla linea retta e dove la campitura del fondo si compenetra nel segno e nei valori cromatici che vogliono subito"pulsare"come,anche se in modo arcaico, in "Mask" e "Red Mask" entrambi del 1955. Lo faranno presto, con"Concentric"del1956 ancora libero, ma gia' "Slow Center "del 1959 e'dinamico, perentorio,costruito: un vortice in espansione dai colori complementari verde e rosso già' emblematici dove ha inizio,sul piano,l'intento della prospettiva percettiva. Poi la sicurezza, in"Dissolwing edge of green"ancora del 1959, dei colori equivalenti dove il fondo dialoga con il segno, divenendo esso stesso segno.

La vera vibrazione, quella che poi diverrà' la costanza e sostanza di tutto il lavoro dell'artista di origine polacca, nato a Erie in Pennsylvania nel 1930, sara' "Constellation''del 1960 dove, credo ci sia la precisa presa di coscienza sugli equilibri delle lunghezze d'onda dei colori;per me e' pera fondamentale,come sono quasi sempre quelle iniziali, quando c'e' l'intuizione di un problema. Quest'opera trova nel suo farsi la scoperta di qualcosa che va oltre,forse persino del pensato, per divenire sorprendente constatazione;opera esemplare che contemporaneamente diviene il punto più distante da quello che e' stato l'insegnamento di Josef Albers. Albers, suo professore a partire del 1953 alla Yale University, lo indirizzera' alla sistematicità' delle ricerche di analisi e produzione,che diverranno negli anni,nei decenni successivi ,sempre piu’essenziali, scarne, ortodosse,vicine alla scienza. La sistematicità' sara' fondamentale sempre, fino a sembrare rigida. Si potrà' pensare che il lavoro pittorico di Anuszkiewicz abbia molti punti in comune con quello di Albers,ma questo forse solo alle volte,ed esclusivamente a dei livelli formali, come daltronde può verificarsi nell'arte esatta. Guardando con attenzione la sua pittura appare assai diversa, sino a non aver nulla del maestro. Albers aveva una classicita' innata con un approccio verso le cose e l'ideologia che coinvolgevano l' immagine alla psiche, mentre Anuszkiewicz tende a fenomenologie emergenti dove certamente li effetti retinici vengono portati alla massima acutizzazione, esasperati, con infinite varianti. Egli e' consapevole che con minime mutazioni i risultati possono cambiare notevolmente sino a capovolgersi, a divenire il contrario. Tutto questo da’ l’illusione di spazio,di spazi. Spazio che troverà talvolta la sua esistenza in forma volumetrica in gran parte in bianco e nero. E tutto questo sino agli anni ’80.Poi ci sara' il periodo delle costruzioni vere e proprie, concrete, formate con quadrati o rettangoli intrecciate o sovrapposte a raggera o a rotazione e successivamente, negli anni ‘90, sempre a livello tridimensionale, forme delimitate angolarmente composte da parallelepipedi diversificati cromaticamenteche si compenetrano o accavallano articolati e complessi. A partire dal 1994 una svolta, una apertura verso l'illusione di spazi di sintesi con linee perimetrali dipinte su fondo bianco che interrompendosi, compenetrandosi o intersecandosi daranno distintamente il senso del problema posto. Penso questo sia il momento più conseguente dopo, la grande stagione della "Op Art" violenta, da 'bombardamento ottico', di tutta l'attivita' di ricerca percettiva di Anuszkiewicz. Richard Anuszkiewicz, con il quale ho una profonda amicizia e frequentazione da quando ci siano conosciuti nel 1965 a New York, partecipando entrambi alla mostra epocale"the responsive eye" fatta dal Museo of Moder Art dove lui fu una Star di primaria grandezza, e' stato uno dei rari artisti americani presenti a quella mostra, assieme a Ellsworth Kelly, Julian Stanczak, Francis Celentano, Tadasky e pochi altri a continuare ancora oggi il suo rigoroso percorso nell'ambito dell'arte esatta. Arte,questa,che dopo il grande successo degli anni '60, ha attraversato momenti alterni di interesse tanto che quasi tutti quelli che l'avevano percorsa,anche con notevoli risultati, se ne staccarono per ambire a ben più facili e consensi:basti pensare a Frank Stella,Kenneth Noland;essi hanno rinunciato all'impegno e al rigore della ricerca,Richard Anuszkiewicz no!

Installation Views

Shirley Goldfarb

RIchard Anuszkiewicz

RIchard Anuszkiewicz

RIchard Anuszkiewicz

Richard Anuszkiewicz

RIchard Anuszkiewicz

Richard Anuszkiewicz

Richard Anuszkiewicz